• Racconti (e ricordi) parigini

    Esiste al mondo una città che più di Parigi riesca a creare nella mente istantanee di poesia atmosferica, tripudi di viali romantici necessari al sogno e abbandoni lirici alla libertà? No, non esiste. Dici Parigi e subito pensi ad un’atmosfera ben precisa, ad un’aria dai connotati così eleganti e luminosi da farti sentire al buio nella tua posizione geografica non parigina, a delle vibrazioni così poetiche, letterarie, cinematografiche, artistiche, rivoluzionarie e signorili, trasgressive e chic insieme, da farti star bene anche solo al pensiero che esistano. Parigi rassicura: è la certezza fisica e metafisica che esiste la Bellezza. Pensi a…

  • Il mio soggiorno a Casa Desolata

    Siamo ora pronti ad affrontare Dickens. Siamo ora pronti ad abbracciare Dickens. Siamo ora pronti a bearci di Dickens. (V. Nabokov, Lezioni di letteratura, lezione su Casa Desolata) Il mio ritmo di lettura di Casa Desolata è stato mutevole come un vento: l’ho iniziato con veemenza, rapita dalla curiosità e da un inizio invitante. Poi, durante le vacanze di Natale, proprio quando avrei avuto più tempo per leggerlo e abbracciarlo, ho sentito un senso di smarrimento. Ho pensato perfino di abbandonarlo. Alla fine, con un po’ di autodisciplina post festiva e di esercizi di recupero del rispetto per Dickens, ho…

  • A lezione dal prof. Nabokov

    Per quanto mi ripetessi che stavo cercando una mera presenza lenitiva, un pot-au-feu nobilitato, un toupet intimo animato, ciò che davvero mi attirava in Valeria era l’imitazione che sapeva fare di una bambina. Ho aperto e citato a caso (pag. 27) da quel capolavoro languido e meticoloso che è Lolita, ma avrei potuto citare altre mille cose pregiatissime uscite dalla penna stilografica d’oro di Nabokov (io la immagino d’oro zecchino). Quando penso alla classe in letteratura penso a lui e ho visioni di ardore lessicale e seduzione. Da uno che scrive con tale sontuoso uso delle parole e della prosa,…

  • Letture per tornare bambini a Natale*

    *Post ad alto tasso di buonismo e candore natalizi. Gli Ebenezer Scrooge che dovessero passare da queste parti sono avvisati: i tre libri di cui parlo potrebbero avere lo stesso effetto dei tre fantasmi del Canto di Natale. Le liste di libri, le classifiche e i bilanci mi agitano sempre: cosa prendo? cosa lascio? perché devo scegliere? E tutte le altre titubanze del dover selezionare l’infinitesimale in una distesa pressoché infinita. Quindi vi darò solo un consiglio addobbato per le feste. O meglio tre, ma con un unico invito: ritrovarvi un po’ bambini a Natale, mollare tutto e viaggiare dentro…