• La mia (post) quarantena con Elsa Morante: 3. L’isola di Arturo

    L’aria salina e gli spettacoli di luce cangiante che offre il mare, palpitante “come un innamorato” e“pieno di lusinghe”; il contatto profondo, selvaggio, con la natura mediterranea; il senso di appartenenza primordiale alla sua essenza; l’attrazione verso l’ignoto che è quasi un’ansia d’assoluto, un voler superare le Colonne d’Ercole. L’isola che è necessità ma anche prigionia, “ragnatela iridescente”; avventura quotidiana ma anche insoddisfazione senza nome. Le complicazioni del cuore quando è giovane e vive tutto all’eccesso, senza mezze misure e capacità di riflessione, con spinte prepotenti e inesorabili verso la totalità, la profondità, le viscere della vita. L’amore – per…

  • La mia quarantena con Elsa Morante: 2. Menzogna e sortilegio

    Elsa Morante diceva di sé: «La mia intenzione di fare la scrittrice nacque per così dire insieme a me». Con pochi altri scrittori mi è in effetti capitato di percepire questo senso genetico di vocazione alla scrittura, come una chiamata del destino a cui rispondere con dedizione sacra, con attenzione e felicità totali, con perizia da artigiano e ispirazione da artista. Leggi le opere di Elsa Morante e capisci con accecante certezza che mentre alcuni scrittori, seppur bravi, sono cresciuti con l’idea di scrivere, lei è nata con il germe della scrittura in sé. Elsa Morante è sinonimo di scrittura.…

  • La mia quarantena con Elsa Morante: 1. La Storia

    Questo periodo di piombo e isolamento lo ricorderò anche come quello in cui ho scoperto (non dirò in ritardo, perché in letteratura non c’è scadenza) Elsa Morante e ho ritrovato la felicità di leggere per suo tramite. Non so bene perché non avessi mai letto prima nulla di suo; era una di quelle assenze del tutto casuali nello sconfinato mare pescoso della letteratura. Con altrettanta casualità (ma forse anche spinta dall’incremento dell’amore e della pietà per la mia nazione ferita) un pomeriggio immobile di quarantena ho estratto dalla libreria di casa La Storia e iniziando a leggerlo ho sentito come…

  • Consigli di evasione geo-letteraria: Il pozzo

    Tra tutte le case editrici esistenti oggi, Iperborea è quella che più ha in sé l’idea del viaggio (non a caso il formato dei suoi libri ricorda le guide turistiche), dell’andare verso Nord o in Oriente a esplorare luoghi diversi dai nostri, spazi riempiti da atmosfere e colori inediti dove però i sentimenti sono gli stessi, universali e familiari. Se sento il bisogno di un altrove che non sia solo altro rispetto a me stessa ma anche altro rispetto alle coordinate che occupo, Iperborea è la casa editrice che vado a cercare. Le sue latitudini letterarie mi consentono trasferimenti preziosi.…