• Il mio soggiorno a Casa Desolata

    Siamo ora pronti ad affrontare Dickens. Siamo ora pronti ad abbracciare Dickens. Siamo ora pronti a bearci di Dickens. (V. Nabokov, Lezioni di letteratura, lezione su Casa Desolata) Il mio ritmo di lettura di Casa Desolata è stato mutevole come un vento: l’ho iniziato con veemenza, rapita dalla curiosità e da un inizio invitante. Poi, durante le vacanze di Natale, proprio quando avrei avuto più tempo per leggerlo e abbracciarlo, ho sentito un senso di smarrimento. Ho pensato perfino di abbandonarlo. Alla fine, con un po’ di autodisciplina post festiva e di esercizi di recupero del rispetto per Dickens, ho…

  • A lezione dal prof. Nabokov

    Per quanto mi ripetessi che stavo cercando una mera presenza lenitiva, un pot-au-feu nobilitato, un toupet intimo animato, ciò che davvero mi attirava in Valeria era l’imitazione che sapeva fare di una bambina. Ho aperto e citato a caso (pag. 27) da quel capolavoro languido e meticoloso che è Lolita, ma avrei potuto citare altre mille cose pregiatissime uscite dalla penna stilografica d’oro di Nabokov (io la immagino d’oro zecchino). Quando penso alla classe in letteratura penso a lui e ho visioni di ardore lessicale e seduzione. Da uno che scrive con tale sontuoso uso delle parole e della prosa,…

  • Letture per tornare bambini a Natale*

    *Post ad alto tasso di buonismo e candore natalizi. Gli Ebenezer Scrooge che dovessero passare da queste parti sono avvisati: i tre libri di cui parlo potrebbero avere lo stesso effetto dei tre fantasmi del Canto di Natale. Le liste di libri, le classifiche e i bilanci mi agitano sempre: cosa prendo? cosa lascio? perché devo scegliere? E tutte le altre titubanze del dover selezionare l’infinitesimale in una distesa pressoché infinita. Quindi vi darò solo un consiglio addobbato per le feste. O meglio tre, ma con un unico invito: ritrovarvi un po’ bambini a Natale, mollare tutto e viaggiare dentro…

  • Perché leggere Compulsion

    Mentre leggevo Compulsion continuava a venirmi in mente una delle più belle scene (questa) di Match Point di Woody Allen, quella in cui il protagonista omicida lancia verso il Tamigi diversi gioielli, tra cui un anello, che avrebbero potuto inchiodarlo. A sua insaputa l’anello non cadrà in acqua come gli altri oggetti, ma rimbalzerà sul parapetto e andrà a finire a terra. Quel rimbalzo, quella distrazione, saranno la sua fortuna. Nella storia che ci racconta Meyer Levin non c’è un anello ma un paio di occhiali caduto a terra, un’altra distrazione volante che (simbolicamente?) aiuterà chi indaga a mettere a fuoco la…