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Consigli di lettura dicembrini: 2. La scimmia dell’assassino

 

Per chi non mi conosce, sarà bene dire anzitutto che non sono un essere umano. Sono una scimmia antropomorfa. Da alcuni scienziati ho scoperto di appartenere alla specie Gorilla gorilla graueri. […]
Come sono finita fra gli uomini non lo so, e verosimilmente non lo saprò mai. […]
In ogni caso, mi chiamo Sally Jones.

 

Proprio nell’ultimo mese di questo triste anno, tra stanchezza generale e stranezza per delle feste in arrivo che non saranno davvero tali, tra limitazioni e sospensioni delle attese, tra libri abbandonati e libri mai iniziati, mi sono imbattuta in questo libro per ragazzi e posso dire che è stata una delle cose più belle, piene di energia, malinconia e ironia lette nel 2020.

538 pagine di altissimo intrattenimento come ormai non se ne creano più.

Gioia di leggere, di tornare ragazzi, di concedersi un passatempo che riempie il tempo di azione, di evasione, di ricordi dolcissimi.

La scorsa estate ho letto Il conte di Montecristo (ne ho scritto qui), ed era da allora che non provavo una sensazione di godimento letterario così genuino e duraturo, quel piacere libero e di tipo quasi infantile che si prova per l’atto stesso di leggere, per l’avventura che avvince e scorre via come vento.

La scimmia dell’assassino è un’esperienza di avventura allo stato puro, animata da un motore narrativo che trascina, incuriosisce e tocca il cuore come solo i grandi classici  sanno fare. Situazioni rocambolesche a più non posso, ma anche momenti di raccoglimento e smarrimento interiore.

Una perfetta concatenazione di eventi, spostamenti, ricerche e scoperte; di coraggio e di cadute in letarghi di tristezza; di speranze e di delusioni la cui ciclicità assomiglia all’andamento stesso della vita, umana o animale che sia.

Un romanzo corale, con tutta una serie di personaggi, dai villains senza scrupoli ai maharajah capricciosi, dai capitani burberi ma buoni ai suonatori di fisarmonica favolosi, dagli ispettori di polizia corrotti a quelli che tra un cestino di pastéis de nata e l’altro risolvono rompicapi…

E poi Ana Molina e il signor Fidardo, amici preziosi che accudiscono, confortano e aiutano la protagonista Sally Jones e quando lo fanno sembrano accudire, confortare e aiutare anche noi.

Quello che funziona in maniera eccellente e aristotelica ne La scimmia dell’assassino è il suo intreccio, ricco di anticipazioni e di sospensioni che aumentano il desiderio di sapere, molto articolato ma molto scorrevole, pieno di intriganti tasselli che si rimettono in perfetto ordine man mano che la matassa si dipana.

Altro elemento seduttivo al 100% sono le atmosfere, quelle di mare e quelle di terra, quelle delle vie cittadine e quelle domestiche, quelle europee e quelle dell’Estremo Oriente, tutte attraversate da un grande calore descrittivo e da una cura fotografica eccellente.

In particolare Lisbona, con la sua malinconia simile a un abbraccio o a una buona pietanza calda, i suoi tetti e le sue ombre, le bettole da marinai e i laboratori artigianali, il fado cantato alla finestra o nei teatri, le panchine del porto, le viuzze e tante altre sfumature a metà tra prosa e poesia, tra gioia e dolore.

Viene una gran voglia di visitare la città mentre si legge ed è una cosa piccola ma preziosa poter ancora immaginare viaggi da fare su suggerimento di libri speciali come questo.

Ho trovato bellissime anche le atmosfere indiane della seconda parte, dal sapore speziato e suadente da Mille e una notte ma in chiave giocosa.

E poi ci sono tutte quelle dinamiche legate al banditismo, al malaffare, ai complotti notturni, alle indagini corrotte che solleticano la curiosità e la voglia innata di detection e che non sono mai prevedibili.

La scimmia dell’assassino è impossibile da mettere giù: le straordinarie vicende girovaghe ad alterne fortune della scimpanzé Sally Jones sono irresistibili.

Sally Jones è irresistibile, una scimmia non parlante ma in grado di leggere, scrivere, abbandonarsi allo sconforto, soffrire e rimettersi in piedi proprio come noi lettori. Un animale speciale, sensibile, che, oltre a essere la migliore macchinista in circolazione, sa anche riparare fisarmoniche, giocare a scacchi, deprimersi, sperare.
Una creatura dal cuore d’oro, coraggiosa ma non supereroistica, con delle debolezze molto umane.

Non so per quanto tempo rimasi immobile sulla panca della cucina. Passarono giorni e notti. Lunghi e terribili. Non avevo energie né volontà. Desideravo soltanto che il Capo tornasse, ma non sarebbe accaduto, se non di lì a venticinque anni. E a quel punto io sarei già stata morta e sepolta, probabilmente.

Il fatto che la voce narrante sia lei, e che lei stessa scriva con una Underwood n.5 per mettere nero su bianco la verità sul coinvolgimento del suo amato “Capo” in un caso di omicidio, rende tutto ancora più coinvolgente ed emozionante. Il racconto si fa ancora più accogliente e godibile e offre una prospettiva diversa, non umana ma allo stesso tempo molto umana, sul modo di affrontare esperienze difficili.

Leggere La scimmia dell’assassino è stato come navigare nell’Oceano Atlantico e oltre e far rotta in posti e situazioni diversi, cambiando spesso imbarcazione ma amando soprattutto la Hudson Queen, scendendo spesso a terra, nascondendosi più volte, andando alla ricerca di un tesoro perduto non materiale che ha a che fare con l’amore, l’amicizia, la fedeltà, la pazienza, il trionfo della verità sulla menzogna.

Il tutto accompagnato dalle eleganti e suggestive illustrazioni realizzate dallo stesso Jacob Wegelius, che emanano un fascino d’altri tempi e che si va spesso a guardare durante la lettura, come si faceva da bambini per dare un supporto iconografico alla propria fantasia.

La scimmia dell’assassino fa parte della collana per ragazzi I Miniborei ma è un romanzo dal valore tutt’altro che mini, perfetto anche per noi adulti smarriti in questo anno pandemico e desiderosi di movimento, scoperta e rinascita.

Consigliato a tutti e in particolare a:

  • ragazzi che non temono romanzi dalla mole “adulta”;
  • adulti che non temono la letteratura per ragazzi;
  • ragazzi e adulti che hanno amato i classici d’avventura di Stevenson, Salgari, Verne e affini;
  • lettori onnivori che hanno nostalgia dei viaggi, del mondo, dei treni, degli aerei, delle navi, dei mari e dei cieli aperti;
  • appassionati di Portogallo e di poetiche atmosfere portoghesi;
  • amanti degli animali e della loro sconfinata sensibilità.

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