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La signora delle camelie

Non so cosa mi abbia spinto a leggere La signora delle camelie subito dopo aver finito di leggere Il cardellino, forse il desiderio di sostituire l’alienazione metropolitana contemporanea con un po’ di romanticismo demodé, il gigantismo americano con una dimensione più raccolta ed europea; forse, semplicemente il bisogno di un po’ di amore classico, seppur triste, dopo la valanga di solitudine e perdizione che viene fuori dal romanzo della Tartt.

Devo dire che forse preferivo il nichilismo tossico del protagonista de Il cardellino e la sua difficile New York, alla melliflua Parigi ottocentesca che fa da sfondo al romanzo di Dumas e all’agire operistico dei suoi personaggi.
Di solito ho la sindrome dell’epoca d’oro e trovo più conforto nella letteratura vintage, ma La signora delle camelie è un po’ troppo teatrale per i miei gusti.

L’ho trovato patetico e non necessariamente in senso dispregiativo, ma nel senso letterale di pathos vecchio stile, di capacità di suscitare sentimento e compassione nel più tradizionale e codificato dei modi.
La storia d’amore tra Armand Duval e Marguerite Gautier è tragica e effimera come da copione romantico e se si ha la propensione alla lacrima facile e frivola, ci si può ritrovare commossi e sprofondati voluttuosamente nel tragico.
Personalmente, ciò che avrebbe dovuto farmi lacrimare l’ho trovato ingenuo e pomposo, in uno stile da feuilleton a tratti goffo.

Ho però molto apprezzato il personaggio di Marguerite, il suo vitalismo come scelta di vita e approccio alla malattia (la tisi che le sarà fatale ancora giovanissima), il suo spirito indipendente, la sua prostituzione furba e sofisticata.
Mi ha fatto pensare alla Nanà di Zola, altra figura di demi-mondaine indimenticabile.
Con la sua vita dedita al lusso sfrenato, ai facoltosi amanti, al teatro parigino del Variétés e alla mondanità in genere, Marguerite vive come se non ci fosse un domani e in effetti per lei il domani non c’è, almeno prima di conoscere Armand. 
Anche in questo caso però non c’è possibilità di futuro per la bellissima signora delle camelie: le imposizioni morali dettate dall’alto e l’ostinazione mortifera della malattia avranno la meglio.

Conoscevo per sommi capi la vicenda narrata e il suo essere d’ispirazione a La Traviata di Giuseppe Verdi, ma non sapevo che questa storia così melodrammatica fosse vera e che fosse stato lo stesso Alexandre Dumas figlio ad innamorarsi nella realtà di una “mantenuta” dello stesso genere di Marguerite (il suo vero nome era Alphonsine Duplessis). Questo aspetto mi ha tolto un po’ del fastidio e dell’imbarazzo che ho provato a fine lettura e mi ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista, con più rispetto.

Da leggere se si è in vena di classici romantici che più classici romantici non si può.

No Comments

  • yaxelle

    Anche questo ce l'ho nella pila dei "da leggere" ma mi sa che rimanderò un bel po'… anche perché è una vecchia edizione Newton Compton, che ormai mi irrita irrimediabilmente (avevo tentato di leggere "Il rosso e il nero" nella stessa edizione e, giuro, era illeggibile) e devo sostituirla. Questa della Feltrinelli, almeno per la copertina, è molto bella 🙂

  • yaxelle

    Anche questo ce l'ho nella pila dei "da leggere" ma mi sa che rimanderò un bel po'… anche perché è una vecchia edizione Newton Compton, che ormai mi irrita irrimediabilmente (avevo tentato di leggere "Il rosso e il nero" nella stessa edizione e, giuro, era illeggibile) e devo sostituirla. Questa della Feltrinelli, almeno per la copertina, è molto bella 🙂

  • Margherita

    Come ti capiscooo! Io ho appena finito di leggere Persuasione in edizione Newton Compton e tanto per cambiare era pieno di refusi e in una traduzione che mi è sembrata poco fluida, a tratti illeggibile.
    Questa nuova grafica dell'Universale economica Feltrinelli piace un sacco pure a me, le copertine sono bellissime e la qualità del testo è tutta un altro mondo. Anche la versione per Kindle mi è sembrata ottima!
    Ps: Il rosso e il nero l'ho letto proprio in un'edizione Newton Compton e ricordo che di refusi ce n'erano parecchi (anche se il romanzo in sè l'ho amato molto!)

  • Anonimo

    L'ho letto da poco, concordo in pieno con il tuo pensiero. Il mio personaggio preferito è stato il padre di Armand. E' vero, sapere che la storia è stata ispirata dal suo amore gli da qualcosa in più. 🙂

  • Anonimo

    L'ho letto da poco, concordo in pieno con il tuo pensiero. Il mio personaggio preferito è stato il padre di Armand. E' vero, sapere che la storia è stata ispirata dal suo amore gli da qualcosa in più. 🙂

  • Margherita

    Particolare e direi originale come preferenza il padre di Armand! Un personaggio che agisce dietro le quinte e che con discrezione influenza il futuro della storia d'amore fra i due e le loro vite 🙂

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