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Memorie dal sottosuolo

Memorie dal sottosuolo è un libro piccolo e sottile di poco meno di 150 pagine, ma ha una forza dirompente, una capacità spiazzante di indurre alla riflessione e all’autoanalisi, al disgusto e all’esaltazione di sé. Fa malissimo e fa benissimo.
Più che un libro è uno schiaffo sonoro, ma per certi versi anche una carezza comprensiva, un modo di sentirsi meno soli e incompresi, meno nerd.
L’ho amato con una passione ardente, con empatia da pelle d’oca.

Chi ha un solido equilibrio interiore e un’autostima ferrea, o semplicemente molto senso pratico, potrebbe trovarlo patetico, disperato e deprimente. In fondo è così: è la storia, o meglio lo sfogo, di un perdente e può essere capita e amata solo da lettori “perdenti”.

Con perdente non voglio dire necessariamente un fallito cronico, ma una creatura ipersensibile, problematica, diversa, in totale disarmonia con l’ambiente sociale che lo circonda di cui non riesce mai ad essere parte, cosa di cui si dispiace e compiace allo stesso tempo.
Tale inclinazione lo porta ad essere costantemente irritato, arrabbiato, offeso e offensivo, con se stesso e con gli altri, un riottoso rintanato nel suo rifugio asociale, nel suo angusto sottosuolo.
E’ da lì che il protagonista narra le sue memorie, episodi del passato che lo hanno segnato: tentativi di sfide a duello, provocazioni gratuite ad amici e sconosciuti, umiliazioni.

Credo che la vanità e il malcontento siano da sempre le due grandi condanne dell’uomo un po’ più intelligente della media, quel continuo e lacerante oscillare tra celebrazione della propria differenza, della propria superiorità intellettiva e culturale e l’odio di sé per l’incapacità di essere normali, felicemente mediocri.
La fonte dell’infelicità è tutta lì.

C’è una frase, fra tutte (ne ho sottolineate centinaia), che mi ha toccato ed è andata a far vibrare le corde disconnesse della mia esistenza da 30enne non ancora (e forse mai) definita da vari punti di vista e tendente spesso alla clausura fiera nel sottosuolo, ed è la seguente:

 
Non solo cattivo, ma proprio nulla sono riuscito a diventare: né cattivo, né buono, né furfante, né onesto, né eroe, né insetto. E ora vegeto nel mio cantuccio, punzecchiandomi con la maligna e perfettamente vana consolazione che l’uomo intelligente non può diventare seriamente qualcosa, ma diventa qualcosa soltanto lo sciocco.
E poco dopo aggiunge:
 
Vi giuro, signori, che essere troppo coscienti è una malattia, un’autentica, completa malattia.

Cioè, capite?

Sono sempre stata convinta che la troppa coscienza, la troppa sofisticazione mentale e l’intelletto troppo raffinato nobilitino e degradino l’uomo, uccidendolo lentamente; e sono sempre stata convinta che l’uomo attivo dall’intelligenza basic ma pratica sia il vero vincente, il vero vivente.
Il fatto che Dostoevskij mi dia ragione, non migliora le cose, ma mi fa sentire molto meglio e per questo lo ringrazio.

PS: Ringrazio anche la mia amica-blogger Maria di Start From Scratch per avermi suggerito, con uno dei suoi incantevoli post, questo libro prezioso).

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  • SfS

    Ora ti racconto i retroscena di questi giorni.
    Quando, in genere, scopro che qualcuno sta leggendo un libro che ho suggerito mi sento a disagio, come se me ne sentissi responsabile. Pensa la mia faccia quando sono arrivata al tuo blog l'altro giorno e "Cosa sto leggendo? Memorie dal sottosuolo". Mi è salita l’ansia da prestazione. Te lo giuro, cose da non crederci! Pure perché io ne ho parlato proprio bene bene bene di questo libro, e mi sono lasciata andare tanto. Insomma, sono stati giorni di silenziosa ma trepidante attesa. Leggere questa recensione per me è una gioia infinita. Sai quanto io tenga al tuo giudizio ma a prescindere da questo nella tua recensione hai sottolineato passaggi e situazioni che ho apprezzato anch'io; abbiamo letto e amato le stesse, identiche, cose e questo è magnifico.
    Amica, ancora di più.

    Mary

  • SfS

    Ora ti racconto i retroscena di questi giorni.
    Quando, in genere, scopro che qualcuno sta leggendo un libro che ho suggerito mi sento a disagio, come se me ne sentissi responsabile. Pensa la mia faccia quando sono arrivata al tuo blog l'altro giorno e "Cosa sto leggendo? Memorie dal sottosuolo". Mi è salita l’ansia da prestazione. Te lo giuro, cose da non crederci! Pure perché io ne ho parlato proprio bene bene bene di questo libro, e mi sono lasciata andare tanto. Insomma, sono stati giorni di silenziosa ma trepidante attesa. Leggere questa recensione per me è una gioia infinita. Sai quanto io tenga al tuo giudizio ma a prescindere da questo nella tua recensione hai sottolineato passaggi e situazioni che ho apprezzato anch'io; abbiamo letto e amato le stesse, identiche, cose e questo è magnifico.
    Amica, ancora di più.

    Mary

  • Strawberry

    Questo mi manca e comincio a credere che mi sono persa qualcosa di importante… perché mi sento come te e come il protagonista del romanzo…
    "Credo che la vanità e il malcontento siano da sempre le due grandi condanne dell'uomo un po' più intelligente della media, quel continuo e lacerante oscillare tra celebrazione della propria differenza, della propria superiorità intellettiva e culturale e l'odio di sé per l'incapacità di essere normali, felicemente mediocri.
    La fonte dell'infelicità è tutta lì."

    il pezzo che ho amato di più… brava… 🙂

  • Strawberry

    Questo mi manca e comincio a credere che mi sono persa qualcosa di importante… perché mi sento come te e come il protagonista del romanzo…
    "Credo che la vanità e il malcontento siano da sempre le due grandi condanne dell'uomo un po' più intelligente della media, quel continuo e lacerante oscillare tra celebrazione della propria differenza, della propria superiorità intellettiva e culturale e l'odio di sé per l'incapacità di essere normali, felicemente mediocri.
    La fonte dell'infelicità è tutta lì."

    il pezzo che ho amato di più… brava… 🙂

  • Margherita

    ahahahahahhah ma sai che capita anche a me di sentirmi responsabile per i suggerimenti dati e di avere una sorta di ansia da prestazione? Soprattutto quando qualcuno mi scrive "lo leggerò sicuramente" o "mi hai proprio convinto". Mi fa piacere, ma dopo mi sento ansiosa 😀
    Il fatto che abbiamo amato le stesse parti del libro mi fa sentire ancora più in sintonia con te. Sei la mia blog-affinità elettiva.

  • Margherita

    ahahahahahhah ma sai che capita anche a me di sentirmi responsabile per i suggerimenti dati e di avere una sorta di ansia da prestazione? Soprattutto quando qualcuno mi scrive "lo leggerò sicuramente" o "mi hai proprio convinto". Mi fa piacere, ma dopo mi sento ansiosa 😀
    Il fatto che abbiamo amato le stesse parti del libro mi fa sentire ancora più in sintonia con te. Sei la mia blog-affinità elettiva.

  • Margherita

    grazie Strawberry, sono contenta.
    Se senti come familiari le considerazioni e lo stato d'animo del protagonista, credo propio che ti innamorerai di questo volumetto.
    Una volta letto, mi farebbe piacere confrontarmi con te e le tue sensazioni 😉

  • Margherita

    grazie Strawberry, sono contenta.
    Se senti come familiari le considerazioni e lo stato d'animo del protagonista, credo propio che ti innamorerai di questo volumetto.
    Una volta letto, mi farebbe piacere confrontarmi con te e le tue sensazioni 😉

  • Marina

    Io e Dostoevskij non ci siamo mai amati: ho letto per forza Il giocatore, che non mi è piaciuto, per poi passare a questo. Dopo le prime dieci pagine, ho odiato l'autore.
    Ma mi fa piacere che c'è sempre qualcuno che lo ama.

  • Marina

    Io e Dostoevskij non ci siamo mai amati: ho letto per forza Il giocatore, che non mi è piaciuto, per poi passare a questo. Dopo le prime dieci pagine, ho odiato l'autore.
    Ma mi fa piacere che c'è sempre qualcuno che lo ama.

  • Margherita

    Ciao Marina 🙂
    Io non posso dire di amarlo tout court, anche perché ho letto solo 3 cose sue e la quarta ce l'ho in lettura. Finora posso dire che è stata un'altalena di sentimenti: ho amato Delitto e Castigo, non ho amato L'idiota, ho stra-amato Memorie dal sottosuolo. Aspetto di finire la saga dei Karamazov per capire se è amore, definitivo, o no!

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