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Mansfield Park

Tornata ieri da un piacevole fine settimana a Londra, mi porto dietro la mia solita depressione post-viaggio e un senso di saudade per la terra albionica e per il suo essere non un paese qualunque, ma un regno in cui sono sparsi pezzi del mio cuore e del mio immaginario.
Approfitto di questa vena anglofila (una vena a dire il vero perenne) per parlarvi di Mansfield Park che ho finito strategicamente poco prima della partenza. (Adoro crearmi spazi geografici mentali con i romanzi, prima di visitare dal vivo certi posti. L’ho fatto anche prima di andare a Parigi, sincronizzando il mio viaggio con la lettura di Notre-Dame-de-Paris!).

La cara, garbata, adorabile Jane Austen è sempre garante di ore spensierate e di righe di parole su cui gli occhi scorrono molto volentieri, volteggiando senza alcun attrito verboso o noioso.

Questa volta però la sensazione di chiudersi a chiave dentro il tepore britannico del libro, estromettendo tutto il mondo esterno e le seccature, è stata meno forte e continuativa.
Manca qualcosa in Mansfield Park, l’austenismo scarseggia, la vivacità e la brillantezza della scrittrice lasciano il posto ad atmosfere più seriose e piatte, ad uno stile più didascalico e meno furbo e indipendente.

Il personaggio di Fanny Price è un’anomalia rispetto alle solite eroine austeniane e al loro spiccato spirito critico; ha una passività, un’inclinazione all’obbedienza e alla sottomissione che urta non poco i nervi e la modernità di chi legge.
Capisco che sei di umili origini e che sei stata adottata dagli zii ricconi e non proprio empatici; capisco che Mansfield Park è un tipo di dimora che può mettere in soggezione e alimentare svariati sensi di inferiorità, ma comunque ci vivi, ti è andata bene e mortificarsi è inutile, è fastidioso, è da sfigate.

Basandomi su questa debolezza di carattere della protagonista che contagia anche il tono generale del romanzo, posso dire che Mansfield Park è l’ultimo in classifica tra le mie (ancora parziali) letture austeniane e lo stacco con le altre tre esperienze (Orgoglio e pregiudizioEmmaRagione e sentimento) è netto.

Provando ad allontanare questa frustrazione, mi rendo conto che la scelta di Jane Austen non è casuale e che dietro l’umiltà auto-mortificante di Fanny si cela una critica sociale: se nell’Inghilterra dei primi dell’Ottocento non eri nessuno socio-economicamente, l’unico modo per crearti uno status era quello di subire, accettare, aspettare.
Fanny lo fa e alla fine verrà ricompensata, ma avrei preferito un po’ più di ribellione in itinere ad un happy ending matrimoniale ottenuto a questo prezzo.

Avrei preferito anche più sarcasmo in questa operazione velata di critica, ma Jane Austen stavolta ha voluto fare la seria e si è cimentata con uno stile moraleggiante e compassato che poco si addice ad un’ironica come lei.

No Comments

  • AnnaVenere ModaperPrincipianti

    Anche io faccio questa cosa di leggere libri del luogo in cui vado e anche di guardare film 😉

    Io divo dire che questo libro ella Austen non mi è dispiaciuto anche se diverso dagli altri, mi è piaciuta la scena di quando Henry va a dichiararle il suo amore e credevo che sarebbe andata con lui, o forse lo speravo. Lo trovo più violento di quanto sembri, in questi dettagli, come se il tono generale smorzasse questi episodi molto vivi (come il fratello che torna malato etc).

    Il mio preferito però è Persuasione, è veramente fantastico! Poi metto orgoglio e pregiudizio, anche se l'ho amato con il tempo e al terzo posto sono molto indecisa. Sarà che Ragione e Sentimento mi è stato guastato dal film che ho visto prima di leggere il libro!

  • AnnaVenere ModaperPrincipianti

    Anche io faccio questa cosa di leggere libri del luogo in cui vado e anche di guardare film 😉

    Io divo dire che questo libro ella Austen non mi è dispiaciuto anche se diverso dagli altri, mi è piaciuta la scena di quando Henry va a dichiararle il suo amore e credevo che sarebbe andata con lui, o forse lo speravo. Lo trovo più violento di quanto sembri, in questi dettagli, come se il tono generale smorzasse questi episodi molto vivi (come il fratello che torna malato etc).

    Il mio preferito però è Persuasione, è veramente fantastico! Poi metto orgoglio e pregiudizio, anche se l'ho amato con il tempo e al terzo posto sono molto indecisa. Sarà che Ragione e Sentimento mi è stato guastato dal film che ho visto prima di leggere il libro!

  • Siboney2046

    Forse te l'ho già detto ma sul podio per me con il classico Orgoglio e Pregiudizio c'è Persuasione. Anche lì non c'è la classica eroina austeniana ma una donna già matura (per gli standard dell'epoca: la protagonista ha quasi trent'anni) con un passato pesante alle spalle ed un futuro incerto se non triste ma non per questo lo stile del racconto perde il suo mordente, anzi!
    Te lo consiglio davvero!

  • Siboney2046

    Forse te l'ho già detto ma sul podio per me con il classico Orgoglio e Pregiudizio c'è Persuasione. Anche lì non c'è la classica eroina austeniana ma una donna già matura (per gli standard dell'epoca: la protagonista ha quasi trent'anni) con un passato pesante alle spalle ed un futuro incerto se non triste ma non per questo lo stile del racconto perde il suo mordente, anzi!
    Te lo consiglio davvero!

  • yaxelle

    Il mio prossimo incontro con la Austen sarà proprio con questo libro. Finora ho letto Northanger Abbey, Orgoglio e giudizio, Ragione e sentimento (che è in cima alla classifica di gradimento austeniana). La tua recensione conferma che Mansfield Park è al di sotto degli altri suoi lavori, ma ciò non mi fa desistere dal leggerlo, dato che comunque di suo voglio leggere tutto ^^
    Condivido anche la depressione post-viaggio, essendo da poco tornata da Dublino, sigh.

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