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Suite francese

Suite francese è un romanzo che sa di miracolo in tutti i sensi.

Composto tra i 1941 e il 1942, prima dell’arresto e della deportazione ad Auschwitz di Irene (che era di origini russo-ebraiche), salvato e custodito dalla figlia Denise insieme ad appunti e ad un diario, il romanzo è apparso in Francia solo nel 2004, facendo scoprire al mondo un’autrice dimenticata.

E allora vive la France (e vive Denise!) perché Suite Francese è un libro bellissimo, intenso, raffinato.

Irene aveva previsto di suddividere il suo romanzo in cinque parti, di farne qualcosa di ampio, che superasse le mille pagine, ma il campo di concentramento glielo impedì.
Oggi noi possiamo leggere solo le prime due parti di Suite francese (Temporale di giugno e Dolce), ma è abbastanza per godere della capacità letteraria di Irene Nemirovsky, della sua dote straordinaria di creatrice di sensazioni.

Quello che ho amato di Suite francese sono le descrizioni, così calde e sensoriali, così vibranti e facili da interiorizzare; è come se il libro vivesse e respirasse, come se aprendolo emettesse musica sinfonica (il titolo in questo senso è emblematico). Quello che vi leggiamo è materia viva, umana, che si fa letteratura, che si fa romanzo appassionato e melodico, tragico eppure bellissimo.
Come una sinfonia di Beethoven, Suite francese alterna ritmi e movimenti e leggendo si percepisce ogni variazione, si entra dentro ogni personaggio e dentro ogni suo stato d’animo e moto dell’anima.

Certe atmosfere intimamente romanzesche mi hanno fatto pensare allo stile di Flaubert, di Balzac, di Dostoevskij, al meglio della capacità narrativa classica, a tutta la ricchezza espressiva e l’eleganza lirica dei grandi maestri del Romanzo che Irene Nemirovsky non teme e da cui sembra lasciarsi guidare.

La guerra e l’occupazione nazista in Francia nei primi anni ’40 diventano espedienti per narrare l’umanità, le reazioni, le relazioni fra individui diversi accomunati dal pericolo e ciò fa di Suite Francese un romanzo corale, ricco di caratteri, estrazioni sociali, età ed esperienze, un palpitante insieme di energia, corpi e cuori umani.

Sono così felice di averlo scoperto e mi sento onorata di averlo letto.

(Tra l’altro ho anche scoperto che la Universal ha acquistato da tempo i diritti del libro e che ci sarà un film con Saul Dibb alla regia e Michelle Williams nel ruolo di Lucile, una delle protagoniste della seconda parte del libro.
Wow, non potevo chiedere di più: una delle mie attrici preferite di sempre e uno dei miei nuovi libri preferiti insieme: è musica per le mie orecchie!)

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