Uncategorized

Colazione da Tiffany

Questo libro non si legge, si inghiotte in un sol boccone; è brevissimo (poco più di 100 pagine che si leggono in poche ore), è sottile come la vita di Audrey Hepburn, ma è bellissimo.

Inevitabile fare confronti mentali con il film mentre si legge il libro e scoprire che ci sono differenze notevoli tra le due cose. Ora capisco perché Truman Capote si offese con la Paramount Pictures e si sentì tradito!

La Holly Golightly originale di Capote è ben diversa dalla Holly/Audrey bon ton ed elegantemente iconica, è molto più scurrile, avventurosa, audace, più sbottonata in un certo senso, ha un linguaggio più aggressivo e non disdegna le parolacce, ma soprattutto, è, nemmeno troppo velatamente, bisessuale!
E poi è bionda e fa venire in mente più una Marilyn sexy e felina (attrice che infatti avrebbe voluto Capote per il film) che una dolce e leggiadra Audrey.
La passione per Tiffany come luogo di conforto, le famose paturnie, il gatto senza nome, la chitarra strimpellata alla finestra (anche se la canzone non è Moon River), la New York di fine anni ’50, la vita sregolata, le feste, l’eleganza innata, tutto ciò è presente pure nel romanzo, che però ha anche un carattere più forte e “adulto”, una spavalderia più gagliarda, una spericolatezza stilistica e tematica maggiore.

Nel film tutta questa disinvoltura erotica e mentale, questa personalità così forte, viene smorzata a favore di una Holly senza dubbio vivace, frizzante e spigliata ma pur sempre candida e trasognata, dai tratti favolistici.

Stravolto completamente anche il finale che nel romanzo non è per niente lieto e romantico, mentre nel film, come ben sapete, è in perfetto stile happy ending hollywoodiano con tanto di bacio appassionato sotto la pioggia.

Le altre differenze scopritele voi; io, in conclusione, posso dire che il romanzo mi è piaciuto a sorpresa più del film, l’ho trovato più onesto, coraggioso e arguto, più adulto e meno incantevole, più provocatorio e meno dolciastro.

Il film di Blake Edwards rimane comunque una pietra miliare della storia del cinema e della dimensione sognante e romantica di tutte noi ragazze dell’universo, e Audrey rimane la nostra adorata icona di stile, gusto e pensiero leggero, la nostra scanzonata eroina dal tubino nero e gli occhiali da sole da diva, ma il romanzo di Capote è qualcosa di grandioso, un capolavoro autentico e avvincente che ha un solo difetto: finisce subito!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *