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Baci scagliati altrove

Sandro Veronesi, che molti di voi conosceranno per il romanzo Caos calmo da cui è stato tratto l’omonimo film, o per essere il fratello del regista Giovanni, è notevolmente bravo a scrivere, nella sua mano la penna scorre spontanea e armonica dando vita a parole, pensieri e situazioni che solo un grande scrittore riesce a mettere insieme in un incastro perfetto e mai stonato.
Veronesi per me è un romanziere, uno scrittore di lunghezza, ed è per questo che nella forma narrativa breve del racconto mi è parso un po’ limitato, un po’ impoverito, un po’ frenato.
I racconti di Baci scagliati altrove sono scritti con maestria e con grandi dosi di fantasia, hanno un carattere accattivante e un amo invisibile a cui il lettore abbocca facilmente, eppure, sul più bello, finiscono, mozzando l’atmosfera e lasciando a bocca asciutta chi pendeva dalle labbra suadenti dello scrittore.

Non sono una grande patita di racconti, trovo che sia traumatico per il lettore penetrare in una storia, dovervi uscire poco dopo e dover rientrare subito dopo in un’altra dimensione completamente diversa, sono più per la lettura-immersione ininterrotta, per il prolungato e per lo stesso motivo non amo molto i corti al cinema.

Nonostante questa mia tendenza ho letto con interesse questa raccolta che ho diviso idealmente tra: racconti privi di senso (tipo Il ventre della macchina), racconti molto belli ma incredibilmente deprimenti (soprattutto Profezia) e racconti molto belli e piacevoli (i miei preferiti sono Sotto il sole ai Campi Elisi e Elemosina per me stesso).

Un libro da scoprire e da valutare in base al proprio gusto e alla propria attitudine di lettura; qualcuno dirà che è “la cosa più bella della letteratura italiana da molte stagioni”, qualcun altro lo scaglierà altrove, qualcun altro ancora, tra cui la sottoscritta, si collocherà serenamente in mezzo a queste reazioni!

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