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Tess dei D’Urberville

Certi libri ti suggeriscono altri libri e ti aprono scrigni letterari che altrimenti e molto probabilmente sarebbero rimasti chiusi e nascosti. Per esempio, leggendo Un giorno, mi sono imbattuta in citazioni ad introduzione di capitolo tratte da Tess dei D’Urberville e mi sono subito procurata questo romanzo di Thomas Hardy del 1891 che conoscevo per nome e fama ma che non avevo ancora letto.
Ringrazio David Nicholls perché senza saperlo mi ha condotto alla lettura di un capolavoro pazzesco!

La vicenda narrata vede protagonista Tess Durbeyfield, una ragazza di umili origini e di grande bellezza che si ritroverà coinvolta in una serie di disastrosi eventi a partire dal momento in cui il padre scopre di essere discendente da una famiglia nobile, i D’Urberville appunto.
Tess verrà inviata in visita e in cerca di fortuna da una ricca famiglia dal cognome omonimo ma anzichè trovare fortuna e nobiltà troverà solo sfortuna e cattiveria. Verrà infatti sedotta dal perfido “cugino” Alec D’Urberville e rovinata per sempre. Tutto quello che succederà dopo nella sua vita – un nuovo lavoro lontano da tutti, l’incontro e l’amore per Angel Clare, il matrimonio – verrà segnato e influenzato dal suo triste destino e dall’ignominia che grava ingiustamente su di lei, fino ad arrivare ad un epilogo violento, tragico e liberatorio insieme.

Mi è piaciuto immensamente per una serie di motivi: perché è spietato e amaro e non lascia spazio a banali buonismi; perché rappresenta l’ineluttabilità del destino con un meccanismo perfetto in cui ogni azione ne genera un’altra in modo inevitabile e ingestibile; perché è avvincente e appassionante e si lascia leggere che è un piacere; perché esprime tutta la sfiducia dell’autore verso la fede e ogni forma di illusorio appiglio religioso (Hardy era notoriamente agnostico); perché offre delle descrizioni della brughiera inglese così vivide e dettagliate da dare l’illusione di un’immersione diretta nella natura e in una vita rurale non ancora toccata dalla civiltà moderna; perché Tess è un’eroina indipendente e coraggiosa, una figura tormentata e appassionata di tipo romantico che non ha nulla della soporifera e leziosa attitudine femminile vittoriana; perché il classico potere della bellezza assume connotati pericolosi  e per nulla vantaggiosi; perché Hardy non porge al lettore un banale e conciliante happy ending ma una vendicativa e definitiva forza fatale.

Un classico da leggere per forza almeno una volta nella vita, e se non ce la fate per il 2011, mettetelo nei buoni propositi culturali del 2012!

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