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Conversazioni su di me e tutto il resto

Ho appena finito di leggere questo bel libro voluminoso e devo dire che è stato un vero spasso! Come sedersi comodamente su un divano a conversare amabilmente con il mitico Woody, uno dei miei eroi personali in assoluto nonchè mio regista-amico immaginario preferito!
Il libro è studiato come una mega intervista che ricopre un arco temporale molto ampio, dagli esordi di fine anni Settanta fino al 2006 circa (l’ultimo film a cui fa riferimento è Sogni e Delitti), e che spazia su diversi argomenti divisi per capitoli (dalla scrittura alla regia, dalla scelta degli attori a quella della colonna sonora e così via). Eric Lax fa le domande e Woody risponde, ovviamente a modo suo e con quell’aspetto buffo, autoironico e cinico che lo contraddistingue. Mi sembrava di vederlo e di ascoltarlo – mentre leggevo – , con i suoi occhialoni, la giacca di tweed e la consueta mimica facciale, un’irresistibile macchietta, un genio con le fattezze da sfigato, un’adorabile canaglia.
Nonostate la lunghezza non indifferente e alcune parti di intervista meno accattivanti, il libro scorre e si legge con piacere e in totale leggerezza; è un’occasione per ritrovarsi, almeno idealmente, faccia a faccia con Woody e per “ascoltarlo” a ruota libera in tutta la sua stramba e straordinaria personalità!
A fine libro ci si scopre ad amarlo ancora di più e si viene assaliti da una voglia matta di vedere, rivedere e rivedere ancora tutti i suoi film.
Insomma se amavate già Woody lo stra-amerete, se simpatizzavate per lui ve ne innamorerete!
Tante le frasi e gli aneddoti da appuntare su carta, uno fra tutti, nel capitolo dedicato a Riprese, set e location, quando a proposito dell’illuminazione di scena ad un certo punto Woody afferma: “Il sole è l’incubo della mia esistenza. Lo detesto. Lo detesto al mattino quando mi sveglio. Lo detesto d’estate. E’ cancerogeno. Ieri stavo facendo due passi nel parco e c’era gente dappertutto, un po’ come in quel quadro di Seurat. Un’atmosfera bellissima, rovinata dal sole che picchiava.”
I Love You Woody!

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