• Il nome della rosa

    Per decenni ho evitato di leggere Il nome della rosa, pensavo fosse un romanzo chiuso, una di quelle opere a ingresso non libero che richiedono chiavi di accesso dottrinali e conoscenze propedeutiche di medievalistica e storia del cristianesimo. Lo percepivo più come un trattato sulla complessa poetica di Eco (e in parte lo è, ma non nella modalità che pensavo) che come un testo narrativo godibile, “tascabile”. Mi sbagliavo. Leggendolo per la prima volta in una manciata di giorni di inizio aprile, ho scoperto quanto sia aperto e quanto la sua intertestualità lo renda accogliente, comodo, adattabile. È un romanzone…

  • L’età forte

    C’è nelle memorie personali qualcosa di connesso alla pienezza cosmica, un colmare attraverso le parole uno spazio e un tempo che non sono stati nostri ma che ci sembra di aver vissuto. C’è nella condivisione delle storie del proprio passato una capacità di irradiare vita verso l’esterno e di incanalarla nell’intimo del lettore che si trova in un altro luogo, in un’altra epoca. C’è un mare di particolari in cui non abbiamo navigato e c’è un’universalità del ricordo che ci avvolge e ci sollecita come se ne facessimo parte. Perché noi mortali in fondo siamo tutti connessi ed “è impossibile…

  • L’illuminazione del susino selvatico

    Ci sono libri fatti solo di carta e di parole e poi ci sono libri che oltre alla carta e alle parole possiedono un cuore magico che emana luce, che tocca lo spirito del lettore e lo rigenera, che avvolge la narrazione e la ammanta di dorata poesia mediorientale. L’illuminazione del susino selvatico è uno di questi libri. È un romanzo mistico, attraversato da correnti di dolore e di magia, di tragedia e di trascendenza. È narrazione storica che richiama la bellezza della tradizione narrativa persiana per illuminare il buio, per incantare chi è incatenato. Fa venire in mente i…

  • L’esercizio di leggere Esercizi di fiducia

    La mia esperienza di lettura di questo libro è contenuta nel suo titolo: è stato un esercizio, ha richiesto fiducia. Alla fine della prova mi sono sentita sfinita, disorientata, stesa al suolo come la sedia verde in copertina. Avrei potuto non scrivere nulla in merito al test di sopportazione nervosa che ho subìto leggendolo, ma qualcosa mi spinge a raccontare com’è andata, a condividere il mio disagio misto a una strano interesse post ed extra lettura, il magnetismo che sembra aver esercitato su di me nonostante la fatica e la frustrazione. Fin dall’inizio e per tutte le sue 311 pagine…