• (Rileggere e riamare) Il Maestro e Margherita

    Dopo aver finito di leggere Il Maestro e Margherita ti viene voglia di danzare nuda al plenilunio primaverile, di sposare la notte con un rito diabolico, di volare veloce su una scopa verso chi ami, di cospargerti il corpo di crema sperando faccia magie, di parlare con i gatti neri, di corteggiare la pazzia, di ridere come una forsennata e di piangere come una persona che si libera da una zavorra emotiva. Ti senti frastornato come se fossi stato su delle montagne russe (non a caso) gestite da un giostraio temerario, come se ti fossi fatto di LSD (non ho…

  • Io sono Cime tempestose

    “La vita è tempesta. E tempesta sia” diceva Melville. Questo romanzo è tempesta. E tempesta sia, parafraso io. Perché questo è l’unica attitudine con cui si può affrontare la lettura di Cime tempestose, sostenerne il peso emotivo e trarne della bellezza indicibile. La disposizione d’animo deve essere battagliera, equipaggiata contro gli attacchi violenti della natura e del cuore umano quando è disumano. Chi è alla ricerca di un senso a tutti i costi vada a leggere altro. Chi vuole l’ordine, l’allineamento, la giustizia e la giustificazione, le risposte infallibili ai perché, le rassicurazioni del bene non potrà che provare fastidio.…

  • La corsara – Ritratto di Natalia Ginzburg

    Ebbene sì, uno dei libri più belli che ho letto nel 2019, proprio sul finire del’anno, è stato una biografia, come a dire che la vita vera è la sostanza narrativa migliore che ci sia. Che poi la vita di Natalia Ginzburg non è solo una vita o una sola vita ma è un mondo di vite, di persone, di luoghi, di case, di libri – scritti, valutati, tradotti- di amori, di figli e di amici avuti o perduti, di sogni, di guerra, di pace e di altre mille cose che sembra quasi impossibile possano essere contenute in una sola…

  • La fabbrica delle bambole

    La fabbrica delle bambole è uno di quei libri il cui carisma fiabesco e seducente è già annunciato da una copertina che sembra un inno ai dettagli, alla perfezione sotto vetro, al culto vittoriano per l’oggettistica, le piccole cose anche inquietanti che sanno di eleganza imbalsamata e morte addomesticata, di quel rigore e quella bizzarria che sono l’essenza di un’epoca. Quella stessa attenzione ai dettagli e ai simboli che avevano i pittori della Confraternita dei Preraffaelliti, corrente artistica centrale in questo romanzo. Mentre leggete prestate attenzione alle piccole cose, alla minuteria: l’autrice ha scritto una tesi di laurea sul ruolo…