• La corsara – Ritratto di Natalia Ginzburg

    Ebbene sì, uno dei libri più belli che ho letto nel 2019, proprio sul finire del’anno, è stato una biografia, come a dire che la vita vera è la sostanza narrativa migliore che ci sia. Che poi la vita di Natalia Ginzburg non è solo una vita o una sola vita ma è un mondo di vite, di persone, di luoghi, di case, di libri – scritti, valutati, tradotti- di amori, di figli e di amici avuti o perduti, di sogni, di guerra, di pace e di altre mille cose che sembra quasi impossibile possano essere contenute in una sola…

  • La fabbrica delle bambole

    La fabbrica delle bambole è uno di quei libri il cui carisma fiabesco e seducente è già annunciato da una copertina che sembra un inno ai dettagli, alla perfezione sotto vetro, al culto vittoriano per l’oggettistica, le piccole cose anche inquietanti che sanno di eleganza imbalsamata e morte addomesticata, di quel rigore e quella bizzarria che sono l’essenza di un’epoca. Quella stessa attenzione ai dettagli e ai simboli che avevano i pittori della Confraternita dei Preraffaelliti, corrente artistica centrale in questo romanzo. Mentre leggete prestate attenzione alle piccole cose, alla minuteria: l’autrice ha scritto una tesi di laurea sul ruolo…

  • Città sola

    (Scrivere di questo libro è un’operazione molto difficile; di solito ho fontane di pensieri e parole a cui devo porre un argine per evitare straripamenti, ma al termine di questo viaggio nel sottosuolo di New York, nella sua anima degradata e creativa, non trovo molto parole. Forse perché la solitudine è argomento spinoso e a ogni tentativo di trasformarla in scrittura mi pungo. Questo sarà un post più breve di quello che dovrebbe essere. Il resto – il cuore marcio e pulsante – di questa esperienza lo trovate nel libro e spetta a voi decidere se vi interessa o meno,…

  • Isterica? No, Ida.

    Lei, solo lei avrebbe d’ora in poi deciso della propria vita. […] Nessuno l’avrebbe più convinta di nulla, né il papà e neanche il dottore o qualunque altro potere. L’1.1.1901 avrebbe cominciato con un anno di ritardato il nuovo secolo. 1.1.1901, ripeté in tono solenne, Berggasse 19. Quando ho aperto per la prima volta questo libro (che ho comprato appena è uscito in libreria come fosse un’esigenza) mi sono detta più o meno questo: «Sto per leggere la storia di Ida Bauer, la Dora di Freud che all’età di 18 anni interruppe la terapia e mandò il caro Sigmund a…