• Il mio consiglio di lettura per l’estate: 2. Quel che si vede da qui

    Estate, tempo di letture leggere ma non inconsistenti o consistenti ma non pesanti. Tempo di storie che aderiscano bene, senza schiacciarli, al nostro intelletto reso indolente dall’afa e al nostro animo esposto alla frivolezza vacanziera. Tempo di libri succosi come un frutto dal gusto dolceamaro, attraversati da un brio semiserio e da una vena di poesia tutt’altro che ermetica. Tempo di libri che non siano severi ma nemmeno troppo indulgenti con la nostra sensibilità. E quindi tempo di un libro come Quel che si vede da qui di Mariana Leky (Keller, 2019), una dolce sinfonia di sorrisi e lacrime, un…

  • Il mio consiglio di lettura per l’estate: 1. Il libro del mare

    Nei mesi torridi e intensamente meridiani, quelli del sopore e del languore dell’intelletto, leggere narrativa o saggistica che viene dal grande Nord mi fa percepire una freschezza mentale simbolica, mi mette in viaggio idealmente verso altre latitudini dove il mio corpo non è unto di impasto colloso di crema solare e dove la mia mente può stare all’ombra e ritrovare una vivacità perduta al frinire delle cicale di mezzogiorno. Allora non mi sento più come Dante nei pressi del Flegetonte ma connessa a qualcosa di lontano e refrigerante, a una dimensione geografica che non mi appartiene ma che mi sembra…

  • Olive, ancora lei

    Questo libro è uno smisurato atto d’amore: verso noi lettori che abbiamo conosciuto e voluto bene a Olive Kitteridge anni fa; verso Olive stessa, così vera, imperfetta e umana da meritare un commovente ritorno; verso la vita, che è complicata, fallimentare e bellissima. Leggerlo è un dono che si fa a sé stessi e a fine lettura ci si sente grati e un po’ più accolti in quell’imprevedibile e non sempre comoda giostra che è lo stare al mondo. Eccoci ancora nel Maine, nella cittadina immaginaria di Crosby, descritta con lo stesso nitore fotografico di dieci anni fa, con le…

  • Prima di noi(a)

    Quella che segue è un’impressione del tutto personale e opinabile e non una recensione-ghigliottina. Prendetela per quello che è – un parere fra i tanti – e leggete il romanzo di Fontana comunque, se avevate intenzione di farlo. Cercherò di dire, senza eccedere in stilettate e supponenza, con garbo e invito al dialogo, perché Prima di noi di Giorgio Fontana, di cui ho sentito solo pareri entusiasti e inni alla gioia di leggerlo, non mi abbia conquistata. Stroncare libri non mi piace molto; voglio che in questo blog regni più l’amore che il disappunto; ma il disappunto fa parte della…